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Potere alle parole

06/05/2024

Massimo Bustreo

Come possiamo utilizzare le parole per scegliere il nostro futuro? La riflessione del Presidente del Comitato Scientifico di InspiringPR, Massimo Bustreo, a pochi giorni dalla decima edizione del Festival delle Relazioni Pubbliche.

Il futuro che vogliamo si costruisce partendo dalla consapevolezza che le parole hanno un potere generativo, come sosteneva Marcuse. Una forza trasformativa che agisce sulla realtà e sul come la possiamo percepire. Un ruolo strategico nel poter modellare la nostra di realtà, personale e professionale, e i rapporti relazionali in cui viviamo.

Il contesto in cui le parole oggi devono necessariamente compiere il proprio lavoro è dominato da un’oppressione linguistica sempre più complessa. E spesso inutilmente complicata. Un costante assedio alla qualità dell’informazione. Una condizione di depauperamento crescente del valore del contenuto a fronte di un forma sempre più fragile e consumata. In tale contesto diventa essenziale ripensare al modo in cui usiamo le parole ogni giorno.

Come possiamo utilizzare le parole per scegliere il nostro futuro?
Riconsiderare il vocabolario quotidiano è il primo passo. Ogni parola ha un peso e una risonanza specifica. Scegliere le parole adeguate può fare la differenza. Fa la differenza. Consente di aprire varchi inaspettati. Cambiare una singola parola in una comunicazione può modificare radicalmente l’atteggiamento dell’interlocutore. Il punto di vista. Prendendoci cura delle parole che decidiamo di pronunciare – e ancor prima di pensare – agiamo quel potere trasformativo che le parole hanno in sé. Arricchiamo il nostro agire di una prospettiva di libertà e responsabilità. Responsabilità personale e sociale.

Educare all’uso consapevole delle parole rappresenta poi la sfida di oggi se vogliamo agire sul futuro di domani. Per farlo è necessario partire dalla consapevolezza della sua improrogabilità. Dalla costruzione di una capacità di pensiero che sia strumento di condivisione e non di opposizione. Dall’allargamento delle nostre possibilità comunicative. E da un allenamento e un impegno costante.

Facciamoci quindi portatrici e portatori di una comunicazione che non solo informa ma che forma. Di una comunicazione che cura e che si prende cura. Di una comunicazione che sappia sottrarsi dalla spettacolarizzazione del linguaggio per promuoverne strumentalità, veridicità e competenza.

Ampliare l’ascolto, il dialogo e la partecipazione è certamente il compito più ambizioso di ogni comunicatore che lavora con le reti relazionali. Questo non solo arricchisce il tessuto sociale in cui tali relazioni agiscono e si modificano. Stimola soprattutto quell’innovazione e quella creatività collettiva di cui presente e futuro si nutrono. E ci nutrono. Contribuisce a ridimensionare l’egotismo comunicativo. Rafforza il senso di comunità. Migliora la capacità di pensare.

InspiringPR ci ricorda che è nostro dovere lavorare sulle parole che scegliamo, sulle conseguenze che queste possono avere. Sul loro potere. Progettare il futuro con parole precise, portatrici di significati costruttivi, è un’arte che richiede intuizione, sensibilità e un profondo rispetto per il potere del linguaggio. E impegnarsi a farlo, insieme, è un dovere a cui non possiamo sottrarci. Nel suo prezioso decennale di incontri, scambi e visioni, il Festival delle Relazioni Pubbliche propone 10 parole per il futuro delle Relazioni: Responsabilità, Accoglienza, Intelligenze, Attenzione, Curiosità, Fantasia, Speranza, Prospettiva, Generosità e Autenticità.

Quale sarà la vostra parola per il nostro futuro?

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